CASA DI BAMBOLA

CASA DI BAMBOLA, di Henrik Ibsen. Regia di Giuseppe Venetucci.

Biglietti intero € 

Ridotto € 

Tessera € 3

 Durata    minuti.

 

Scritta in Italia, sviluppando personaggi di opere precedenti (Selma della Lega dei giovani, Lona de I pilastri della società), Casa di bambola prende spunto dalla vicenda di Laura Petersen Kieler, trattata però in un’ottica individualizzata e rivoluzionaria, tenendo conto delle teorie darwiniane sull’ereditarietà, con un risultato che va al di là delle correnti tesi femministe. È una pièce non del matrimonio, ma del modo in cui il matrimonio è inteso. Nora si vede in un matrimonio che si dissolve improvvisamente perché si accorge che suo marito è una creatura di un’altra specie, che l’ha disconosciuta ed è incapace di apprezzarla e di darle il ruolo che merita. Lei vuole lasciarlo piuttosto che accettare la vita comune con un estraneo. Anche questa è un’“opera aperta”, sul cui esito e significato lo spettatore è chiamato a prendere posizione. Il lavoro consiste nell’evidenziare la profondità psicologica dei personaggi, così complessi e interessanti, così veri e intensi, interpretando le loro contraddizioni e le loro intermittenze: salvare le apparenze e attenersi alle regole o seguire i propri sentimenti e ribellarsi, come vorrebbe Nora.

Ibsen lavora per smascherare la menzogna e l’ipocrisia, far emergere la verità e la libertà individuale, portare alla luce le diseguaglianze sociali e culturali e la condizione femminile. La sua attualità è nella sua posizione d’avanguardia e nella capacità di portare in scena uomini e donne d’avanguardia, rappresentando il loro conflitto con le forze retrive della società. Ibsen dichiarava nel 1884: «Io ho già da lungo tempo smesso di porre esigenze generali, perché non so più credere che tali esigenze possano essere poste con qualche reale diritto. Penso che noi tutti, l’uno come l’altro, non abbiamo nient’altro e niente di meglio da fare che realizzare noi stessi in spirito e in verità».

 

GIUSEPPE VENETUCCI, regista teatrale e radiofonico. Dopo la laurea in Scienze Politiche alla Sapienza, si trasferisce a Torino come assistente di Aldo Trionfo, direttore del Teatro Stabile. Debutta come regista nel 1977 al Teatro Politecnico di Roma con Povera Gente di Dostoevskij. Diego Fabbri lo chiama come regista nella Cooperativa Odeion e successivamente fa parte della Cooperativa del Teatro Ghione. Nel corso della sua carriera ha allestito opere di autori classici, moderni e contemporanei, tra cui Shaw, Feydeau, Pirandello, Čechov, Wilde, Goldoni, Euripide, O’Neill e Ibsen Ha lavorato in numerosi teatri e festival italiani, tra cui Tindari, Taormina e Benevento, Kals Art, Palermo. Ha diretto attori quali Nando Gazzolo, Franco Graziosi, Valentina Fortunato, Lea Padovani, Roberto Herlitzka, Giulia Lazzarini, Laura Betti, Walter Maestosi, Lia Zoppelli, Lilla Brignone, Anna Maria Guarnieri, Lino Capolicchio, Laura Marinoni, Andrea Giordana, Maria Paiato, Mascia Musy, Micaela Esdra, Amanda Sandrelli e molti altri. Dal 1982 collabora con la Rai, realizzando programmi televisivi e numerosi sceneggiati e programmi radiofonici.

Data
21 - 31 Gen 2027
Ora
20:45
Luogo
Teatro Di Documenti
Teatro Di Documenti
Via Nicola Zabaglia 42 Roma
Sito web https://www.teatrodidocumenti.it
Categoria