PURGATORIO

Quando

16 Gennaio 2026 - 18 Gennaio 2026    

PURGATORIO, dall’omonimo libro di Ilaria Palomba. Regia di Mariaelena Masetti Zannini. Aiuto regia di Valentina Blasi. Performance scultorea di Gianluca Bagliani. Azione artistica di Marco Fioramanti. Esposizione fotografica a cura di Giulia Nardinocchi. Con Ilaria Palomba, Mariaelena Masetti Zannini, Giulia Nardinocchi e Luciano Roffi.

Ass.ne Culturale Spectre di Marco Montalti.

 Purgatorio è la trasposizione teatrale dell’omonima opera letteraria di una delle più acclamate giovani scrittrici italiane, Ilaria Palomba, pluripremiata e candidata proprio con questo suo ultimo memoir al Premio Strega. Un’opera autobiografica la sua che si inserisce nella trilogia della scrittrice con altre sue due opere, Scisma e Restituzione, da cui la drammaturgia teatrale attinge, essendo la sua vita e la sua scrittura un vorticoso unicum continuum. È per questo motivo che l’argomento in questione si fonde profondamente con la ricerca che da anni Mariaelena Masetti Zannini porta avanti con impegno al fine della divulgazione di tematiche sociali e psicologiche profondamente radicate nella contemporaneità, in quello che la regista ama definire il suo “teatro verità”, dove la lirica poetica e la multidisciplinarità artistica divengono un tutt’uno con la cruda realtà narrata dalla stessa voce e dallo stesso corpo dei protagonisti delle storie che desiderano raccontare, anche in prima persona. Chi meglio della protagonista di un’esperienza reale di vita potrebbe raccontare il proprio vissuto se non ella stessa attraverso la propria presenza viva sul palco? Chi meglio di lei potrebbe interagire con un pubblico che brama risposte dinnanzi a realtà e problematiche che solo chi ha vissuto sulla propria pelle conosce veramente? E cosa può esistere al mondo di più bello e in grado di proteggerti se non l’arte e la bellezza? Il più nobile megafono che esiste al mondo? In questa scelta di narrazione l’autrice e la regista hanno inciso la scelta di unire le visioni e rappresentare la storia di vita e arte dell’autrice, tanto da divenire entrambe le portavoce di un vissuto non solo scritto o visivamente ricostruito ma anche rivissuto in scena in quella che potremmo definire “una manifestazione in piazza per pochi intimi”, non per snobismo elitario, ma per il rispetto di un ascolto dovuto, assecondando l’urlo silente della riflessione in profonda comunicazione con il pubblico, mettendoci, come si suol dire “la faccia”.