INTERPLAY
INTERPLAY, CHARLIE PARKER, LE ALI DEL JAZZ, di Alma Daddario. Regia di Ennio Coltorti. Con Ennio Coltorti e Massimo Napoli. Cantante Elena Barbati. Al Piano Federico Pappalardo. Selezione musicale di Pietro Sergio. Luci, fonica, voce off di Davide Marchese.
Biglietti intero €
Ridotto €
Tessera € 3
Durata minuti.
“Questa è la storia di Charlie Parker, e dell’ossessione dell’uomo che lo avrebbe seguito fino alla morte, per carpirne il segreto”. Nell’ultima fase della sua vita, durata troppo poco grazie agli eccessi e all’abuso di alcool e droghe, Charlie Parker, genio innovatore, inventore del genere bebop, venne affiancato da un giornalista, critico musicale, che non gli avrebbe dato tregua, inseguendolo ovunque per strappargli confidenze e segreti, con lo scopo di scrivere una biografia da best seller… ma l’arte in realtà non può essere codificata, costretta in schemi razionali, e il genio ha un dono, che può scatenare l’invidia di chi, non riuscendo a creare, indossa l’abito del critico che tenta di spiegare l’inspiegabile. Grandi artisti hanno elargito questo dono magnifico e inspiegabile all’umanità, che non sempre in vita li ha apprezzati. Come Oscar Wilde, Van Gogh, Mozart, come Charlie Parker.
Nota dell’autrice: Charlie, soprannominato “the bird”, per la velocità di alcune sue composizioni che secondo i critici erano simili al volo degli uccelli. Nessuno come lui è riuscito a dare una svolta non solo tecnica, ma etica a quella che era sempre stata considerata una sorta di musica da intrattenimento. Con lui la musica diventa d’ascolto, espressione di un vissuto che è anche violenza e dolore, è ricerca, è ascolto, è umanità. L’incredibile talento di Parker era proporzionale alla sua forza autodistruttiva, che compromise spesso i suoi rapporti con i partner musicisti, e con le partner nella sua vita privata. Insaziabile in tutto, riusciva a legarsi a più donne contemporaneamente. Mi sono chiesta chissà quali vette avrebbe potuto raggiungere se fosse vissuto di più. Ma gli uccelli, piuttosto che rassegnarsi alle gabbie, preferiscono volare via.
Nota storica di Pietro Sergio: Ci sono persone che hanno scritto nel loro destino il fatto che lasceranno un’impronta indelebile nella storia del mondo anche per le generazioni future e in ambiti completamente diversi. Charlie Parker era un musicista jazz che rivoluzionò il suo mondo in tutti i modi possibili. Rese il suo strumento il sassofono contralto protagonista dove prima era relegato al ruolo di semplice accompagnamento. Bird era il soprannome di Charlie Parker: quando iniziava a suonare le sue mani “volavano” sulla tastiera dello strumento come nessuno aveva mai fatto prima.
«Il passo scelto dal copione privilegia un aspetto se possibile più affascinante della semplice – pur se destruente – biografia: l’indagine sul mistero della creatività» Dario Salvati, Quarta Parete
« Magistrale l’interpretazione di Ennio Coltorti, che dà un’ottima prova del personaggio di Parker, …..ottima anche l’interpretazione di Massimo Napoli che, nel ruolo di Bruno Werner, è conscio del suo ruolo di intellettuale» Visum.it
ALMA DADDARIO, ha collaborato con Dacia Maraini nell’organizzazione di corsi di scrittura. Nella giuria del premio teatrale “Ombra della Sera”, membro onorario dell’Accademia dei Sepolti. Tra gli autori del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea. Scrive per Elle, Sipario, Tiscali Socialnews, La Nuova Ecologia, Global Press, Teatro contemporaneo e cinema, Noi Donne, BBC History. Ha pubblicato: Se scrivere potesse dire e Strani frutti e altri racconti, con nota introduttiva di Dacia Maraini, la raccolta di testi Oltre la quarta parete, Uccise dal talento, Arripizzari. Con Siamo tutti…libertini ha vinto il premio Stanze Segrete e il premio Fondi la Pastora per Ero e Leandro, ask me no more. Ha rappresentato Albertine o della gelosia, L’anima e la voce, Le confessioni, Ritmo spezzato, Le attese-moods for love, Matilde di Canossa: la legge, il cuore, la fede, Pancrazio, la libertà di avere paura, Clitennestra, il processo, Interplay, Vissi d’arte: Puccini, le donne e l’opera. Ha realizzato per Radio 3: Signore in nero: scrittrici noir dal 1500 ai giorni nostri.