LUNGO VIAGGIO DI UN GIORNO VERSO LA NOTTE
Dal 13 al 18 ottobre
martedì, mercoledì, giovedì, venerdì ore 20,45
sabato e domenica ore 17
LUNGO VIAGGIO DI UN GIORNO VERSO LA NOTTE, di Eugene O’Neill. Regia di
Rosario Tronnolone. Con Evelina Nazzari, Marco Bellizi, Luca Manneschi, Edoardo
Trentini.
Biglietto Intero: € 17
Biglietto Ridotto: € 12
Tessera: € 3
Durata 120 minuti
Ambientato in una casa di fronte al mare, questo testo del drammaturgo statunitense Eugene
O’Neill, vincitore del prestigioso Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1957, racconta un’intera
giornata nella vita della famiglia O’Neill: dall’allegria spensierata del dopo colazione, alle tensioni
che si accumulano a metà giornata, ai confronti dolorosi della sera, fino al buio della notte e della
mente. Scrivendo a sua moglie Carlotta, nel consegnarle il manoscritto del Lungo viaggio di un
giorno verso la notte, Eugene O’Neill lo descrisse come un testo scritto con le lacrime ed il sangue.
Ultimato nel 1941, quasi trent’anni dopo gli eventi descritti, il testo può essere letto come una
postuma concessione e richiesta di perdono. I personaggi del dramma sono il padre James, attore
shakespeariano divenuto famoso con uno spettacolo di enorme successo di pubblico che ne ha
limitato il talento, la madre Mary Ellen, che per l’errore di un medico ha sviluppato una
dipendenza dalla morfina, il figlio maggiore Jamie, attore anche lui e dipendente dall’alcol, e
Edmund, il figlio minore ammalato di tubercolosi, sotto cui si nasconde l’identità dello stesso
autore, che dà il suo nome al fratellino Edmund, morto in tenerissima età, e ne assume nella
commedia il nome, quasi in uno scambio di vita per vita, come se non si ritenesse degno di essergli
sopravvissuto. Il dolore e l’affetto permeano ogni riga del testo rendendolo unico nel panorama
del teatro moderno. Le didascalie, precise e meticolose come fossero il frutto di un ricordo, le
parole che anche nella lettura mentale sembrano echeggiare il suono di una voce, contribuiscono
a renderlo credibile perché riflette situazioni realmente accadute e personaggi realmente vissuti,
ma, grazie alla comprensione, alla pietà, alla sensibilità del suo autore, l’opera supera lo sterile
autobiografismo per assurgere a descrizione di un comportamento universale. I personaggi, che
hanno la delicatezza della poesia e la possanza della tragedia, con il loro dolore antico, con la
frustrazione delle loro aspirazioni più profonde, con il loro disperato bisogno d’amore, assumono
per noi spettatori la funzione di uno specchio riflettente che ad un tempo inquieta e consola.
EVELINA NAZZARI, nome d’arte di Maria Evelina Buffa, è figlia degli attori Amedeo Nazzari e Irene Genna.
Dopo aver frequentato lo Studio Fersen, debutta come Rossana in Cyrano de Bergerac, per la regia di
Maurizio Scaparro, spettacolo di grande successo anche a Parigi. Da allora ha lavorato in cinema,
televisione e soprattutto nei principali teatri italiani, accanto ad attori e attrici come Alberto Sordi, Pino
Micol, Alida Valli, Carlo Giuffrè, Martine Brochard, Ottavia Piccolo, Duilio Del Prete, Arnoldo Foà e Ileana
Ghione. Ha interpretato classici e opere contemporanee ed è anche autrice di testi teatrali e libri. Da alcuni
anni si dedica inoltre alla fotografia, esponendo in Italia e all’estero.
Rosario Tronnolone
